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Chiesa rupestre anonima di Luni sul Mignone – Blera (VT)

L’insediamento di Luni sul Mignone è situato nel territorio comunale di Blera a circa cinque chilometri dall’abitato antico di San Giovenale, e accessibile attraverso vie campestri a partire dalla strada che unisce Blera e Monte Romano.
Giunti alla ex stazione di Monte Romano, poco prima del ponte sul Mignone si imbocca un sentiero non segnalato sulla sinistra. L’ascesa non è agevole, si consiglia prudenza e scarpe da montagna.
La più antica traccia di presenza umana nel luogo risale al Neolitico, è frequentato ininterrottamente fino all’Età del Ferro, e fortificato in età etrusca con la costruzione di una cinta muraria e la creazione di tre vie cave che tagliano il pianoro in direzione Nord-Sud; una quarta tagliata sulla punta Ovest del massiccio costituiva l’accesso principale del centro abitato. Il nome Luni (o Lunum) compare per la prima volta nell’VIII secolo d. C., forse riprende il nome dell’antico abitato etrusco. Nel IX secolo l’abitato è definito civitas: a quest’epoca si possono datare i primi reperti medievali rinvenuti negli scavi. Luni è citato come castrum in un documento del 1170 e in una fonte tarda, la cronaca quattrocentesca di Niccolò della Tuccia, che la menziona tra le località donate da Federico Barbarossa alla città di Viterbo.
La chiesa insiste su un complesso rupestre cultuale di epoca etrusca, risalente al 500 a.C., che a sua volta va a coprire una profonda fossa artificiale, datata all’epoca protostorica da rinvenimenti ceramici. Si tratta pertanto del più antico insediamento monumentale dell’Italia centrale. La fondazione della chiesa può essere inquadrata in età altomedievale, più o meno coincidente con la fase di rioccupazione del sito di Luni, VI-VIII secolo. La chiesa rupestre, così come la si vede ora, caratterizzata dalla presenza del pilastro interno con nicchia quadrangolare e della colonna con relativo capitello può però essere riferita cronologicamente ad una sistemazione più tarda, nell’ambito dell’XI-XII secolo. La presenza del camino ne attesta la frequentazione ancora alla fine del XIII secolo.
Probabilmente è stata abbandonata dopo la metà del XIV secolo, forse a causa della grande peste del 1348.
Si compone di tre ambienti: un ampio spazio rettangolare esterno, un invaso a cielo aperto in parte ricavato nella roccia e un ambiente ipogeo.

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Photo Information
  • Copyright: Silvio Sorcini (Silvio1953) Gold Star Critiquer/Gold Star Workshop Editor/Gold Note Writer [C: 19170 W: 130 N: 40487] (215469)
  • Genre: Places
  • Medium: Color
  • Date Taken: 2021-10-15
  • Exposure: 1/21 seconds
  • Photo Version: Original Version
  • Date Submitted: 2021-10-15 11:09
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