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CICERONE SEPULCHRE
FORMIA - the healthy climate and the seacoast rich in fish-life rendered it a renown holiday resort even in Roman times. Cicero had a splendid villa in Formia and here he was killed by assassins sent by Antonio in 43 A.D. Local tradition has idenified in a tomb of the 1st century situated at 139,2 kms on the Via Appia, the sepulchre of the great orator.




SEPOLCRO DI CICERONE
Il mausoleo a torre di età augustea, sito al km. 139.200 della S.S. n. 7 - ovvero l'Appia antica - era noto già a partire dal Quattrocento - «per antica tradizione» - con il nome di Tomba di Cicerone. L'illustre oratore romano, che il 7 dicembre del 43 a.C. fu effettivamente assassinato nella sua villa suburbana - in località Cajeta - dai sicari del triunviro Marco Antonio, cita infatti il Formianum come suo luogo prediletto, facendo riferimenti alla villa in più di una missiva diretta ad Attico, il suo corrispondente più assiduo. Dal Formianum Cicerone segue le vicende politiche di Roma al tempo della guerra civile; e qui lo raggiungono, prima che trovi la morte, la moglie Terenzia e la figlia Tullia, passata alla storia con l'affettuoso appellativo paterno di Tulliola («la piccola Tullia»).

Lo storico Livio, del resto, scrive che Cicerone fu ucciso a Formia «nella parte alta della villa a mille passi dal mare», e in effetti le fonti letterarie fanno corrispondere l'ubicazione del Formianum con il punto - sito sulla costa occidentale del litorale di Vindicio - in cui, al confine con Gaeta, si allarga la piana di Pontone. In una delle lettere ad Attico (1, 4), infatti, Cicerone scrive: «Le statue che mi hai inviato in passato non le ho ancora viste, sono nel Formiano dove io penso di recarmi al più presto. Le porterò tutte nel Tuscolano e se avrò più possibilità ornerò la villa di Gaeta». La posizione di confine della proprietà di Cicerone è resa quindi a maggior ragione evidente dall'approccio binomiale con cui egli stesso accosta il Formianum alla villa di Gaeta. O dal modo in cui Cicerone parla dei suoi vicini: «Io qui non ho una villa, ma una basilica a causa della frequenza dei Formiani. Caio Arrio è vicinissimo e non vuol saperne di andare a Roma per stare qui con me a filosofare tutti i giorni. E dall'altra parte Sebosio, quello amico di Catulo.» (Ad Att. II, 14). Plutarco, nella Vita di Cicerone (II, 47), aggiunge: «La villa, piacevole per il tepore estivo in quanto esposta a gradevoli venti, ha un piccolo tempio di Apollo sopra il mare». L'esistenza del tempio è confermata ancora una volta da Livio (10, 4,1): «E da Formia, il tempio di Apollo di Gaeta benedetto dal Cielo». Marziale, in uno suoi Epigrammi (XI, 48) - composto presumibilmente tra l'80 e il 100 a.C. - si congratula con il poeta Silio Italico, divenuto proprietario della villa di Cicerone:

«Silio onora il sepolcro dell'immenso
Virgilio, sua la terra che fu un tempo
dell'eloquente Cicerone. Nè
l'uno né l'altro vorrebbero certo
un erede diverso della tomba
e della proprietà.».

Nel 1754, infine, Erasmo Gesualdo da Gaeta individuò l'antica locazione del Formianum sul tratto della Via Appia compreso tra Castellone e Gaeta presso il colle Acervara, ubicando idealmente la villa davanti alla tradizionale Tomba di Cicerone. Secondo il Gesualdo, infatti, l'iscrizione latina Acerba ara - da cui il nome Acervara - stava appunto ad indicare il luogo in cui Cicerone era stato barbaramente assassinato e mutilato: Plutarco, a questo proposito, sostiene che Antonio si fece reapitare, in qualità di prove, la testa, le mani e la lingua dell'oratore (ree di avere rispettivamente pensato, scritto e pronunciato le Filippiche); e aggiunge che il triunviro usò spietatamente la testa a mo' di fermacarte, finché il fetore della decomposizione non gli divenne del tutto insopportabile.

Tornando alla Tomba di Cicerone - così come è pervenuta fino ai giorni nostri - l'edificio consta di una torre alta 24 metri, sita all'interno di una vasta area funeraria rettangolare (83 X 68 m.) recintata da un alto muro in opus reticulatum: tecnica architettonica, quest'ultima, squisitamente tipica della prima età augustea. La torre si compone di un basamento quadrato di 18 m. per lato - formato a sua volta da blocchi squadrati di calcare - e di un cilindro cementizio in forma di tempio marmoreo: la base, i cui "mattoni" sono ancora in buona parte conservati, contiene una cella circolare con pilastro centrale lapideo, coperta da volta anulare e con sei nicchie perimetrali di laterizi. La torre possiede un'altra volta anulare su pilastro quadrato in muratura, prolungamento del sottostante come pilone di sostegno primario per un elemento rappresentativo al vertice dell'edificio.

Sempre all'interno del recinto, un tratto di strada lastricata collega la Tomba con le rovine di una dipendenza litoranea della tarda Repubblica, distante circa 1500 m. dal mare (i «mille passi» indicati da Livio). Questa combinazione di circostanze - che sancisce nettamente l'appartenenza della villa e del sepolcro alla medesima tenuta - ha lasciato agevolmente intendere agli storici che si tratti appunto, con ottime probabilità, del celeberrimo Formianum di Cicerone. Di qui la tradizione che identifica le rovine di un altro edificio funebre, retrostante rispetto alla Tomba di Cicerone, con il sepolcro della figlia Tullia, morta prematuramente di parto nel febbraio del 45 a.C.: ad avvalorare l'ipotesi, una statua femminile che è stata rivenuta presso la seconda Tomba, e che é attualmente esposta all'interno dell'Antiquarium di Formia.

E' possibile visitare la Tomba di Cicerone dal lunedì al sabato con visite guidate su prenotazione al numero 0771 770382, la domenica dalle 9:00 alle 12:00 e dalle 15:00 alle 19:00.


http://www.comune.formia.lt.it/portaleformia/monumenti.php?op=view&id=1

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Additional Photos by Giorgio Clementi (Clementi) Gold Star Critiquer/Gold Star Workshop Editor/Gold Note Writer [C: 3694 W: 437 N: 9370] (52514)
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