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Corfu
(Greek: Κέρκυρα, Kérkyra, IPA: [ˈkʲe̞ɾkʲiɾa]; Ancient Greek: Κέρκυρα or Κόρκυρα; Latin: Corcyra; Italian: Corfù) is a Greek island in the Ionian Sea. It is the second largest of the Ionian Islands,[2] and lies off the coast of Sarandë, Albania, from which it is separated by straits varying in breadth from 3 to 23 km (2 to 15 mi), including one near ancient Butrint and a longer one west of Thesprotia. The island is part of the Corfu Prefecture, and includes twelve of the sixteen municipalities or communes in the prefecture and over Communities of Ereikoussa, Mathraki, Othonoi, and Municipality of Paxoi, which are all separate islands.

The principal town (pop. 28,185) of the island is also named Corfu, or Kérkyra in Greek, as is its municipality (pop. 39,487). Corfu is home to the Ionian University.

The island is steeped in history and perennially connected to the history of Greece from the beginning of Greek mythology. Its Greek name, Kerkyra or Korkyra, is connected to two powerful water symbols: Poseidon, god of the sea and Asopos, an important Greek mainland river.[3] According to myth, Poseidon fell in love with the beautiful nymph Korkyra, daughter of Asopus and river nymph Metope, and abducted her, as was the custom among gods of the era's myths – Zeus himself was a serial offender.[3] Poseidon brought her to the hitherto unnamed island and, in marital bliss, offered her name to the place: Korkyra,[3] which gradually evolved to Kerkyra (Doric).[4] Together, they had a child they called Phaiax, after whom the inhabitants of the island were named: Phaiakes, which was then transliterated via Latin to Phaeacians. The island's history is laden with battles and conquests, indicative of Corfu's turbulent position in a historical vortex lasting until the modern period, at which time unification with modern Greece from 1864 made the island's history one with that of the mainland, with no further foreign intervention. The legacy of these struggles is visible in the form of castles punctuating strategic locations across the island. Two of these castles enclose its capital, which is the only city in Greece to be surrounded in such a way. As a result, Corfu's capital has been officially declared a Kastropolis (Castle city) by the Greek Government.[4] In 2007, the city's old town was named on the UNESCO World Heritage List, following a recommendation by ICOMOS.



Corfù

Corfù è il nome di un'isola greca, nel mar Ionio, di fronte alle coste dell'Albania, da cui è separata da uno stretto di una larghezza variabile dai 3 ai 25 km. La popolazione ammonta a circa 110.000 abitanti, di cui circa 36.000 nella sola capitale. Amministrativamente costituisce una Prefettura della Grecia,

È ore comune chiamare anche la capitale dell'isola, Kerkyra, con lo stesso nome. È collegata alla terraferma, sia greca che italiana, da svariate linee effettuate con traghetti e con aliscafi che giungono a Igoumenitsa, Passo, Venezia, Bari, Brindisi, Ancona, oltre che da un aeroporto internazionale con collegamenti operati sia da vettori nazionali che privati, che offrono sia voli di linea che charter verso svariate destinazioni (in molti casi, nel nordeuropa) e un nuovo servizio di idrovolante.


Storia
La città fu fondata col nome di Corcira (gr.Kérkyra) nel 700 a.C. Entrò nella storia come colonia di Corinto (733 a.C.) e passò molte volte da una dominazione all'altra a causa della posizione molto favorevole nel Mar Mediterraneo: legata a Roma dal 299 a.C. divenne poi nel IV-XI secolo bizantina, XI-XII normanna, poi passò sotto Genova, sotto gli Angioini, nel 1202-1204 (l'epoca della 4a crociata) arrivò Venezia, che rimase dalla fine del XIV al XVIII secolo.


L'età bizantina
Corfù continuò ad appartenere all'Impero romano d'Oriente e dall'VIII secolo costituì un distretto del tema di Cefalonia. Nell'876 la città divenne sede di un vescovato, dipendente dal patriarcato di Costantinopoli. Con l'XI secolo, la conquista normanna dell'Italia meridionale fece dell'isola uno dei primari obiettivi dei sovrani siciliani. Roberto il Guiscardo se ne impadronì una prima volta nel 1081, ma l'intervento della flotta veneziana, chiamata dall'imperatore Alessio I Comneno, riportò l'isola sotto il dominio bizantino. I Normanni riconquistarono però Corfù nel 1147, sia pure per breve tempo, e nuovi attacchi subì nel 1185, finché nel 1197 non cadde in mano ai Genovesi, guidati dall'Ammiraglio Leone Vetrano, il quale ne fece una Signoria personale, divenendone poi Conte. Nel 1204, con la spartizione dell'impero bizantino seguita alla quarta crociata, Corfù fu assegnata ufficialmente a Venezia, la quale solo nel 1206 riuscì però ad impossessarsene spodestando il Conte Leone Vetrano. L'isola fu allora divisa in dieci feudi che furono assegnati ad altrettanti nobili veneti, con il solo obbligo di versare un tributo annuo e di provvedere alla difesa. Si trattò però di una breve parentesi, perché nel 1214 se ne impadronì Niceforo Ducas, primo despota d'Epiro, il quale costruì sulla costa occidentale il castello di S.Angelo a protezione delle incursioni dei pirati genovesi e si preoccupò di risollevare le condizioni della popolazione indigena e del clero ortodosso. Nel 1259, però, dando in sposa la figlia Elena a Manfredi, figlio di Federico II di Svevia, il despota Michele II Ducas gli diede in dote Corfù e alcune fortezze sulla costa albanese, ponendo così termine alla dominazione bizantina.


Il dominio angioino-napoletano (1266 - 1386)
Il dominio di Manfredi fu di breve durata. Egli fu infatti sconfitto e ucciso a Benevento da Carlo d'Angiò, il quale si impadronì così del regno di Sicilia e di Napoli. A Corfù il governatore svevo Filippo Chinardo cercò di conservare il potere proclamandosi re dell'isola e facendo prigioniera la vedova Elena e i figli. In tale occasione il despota Michele II cercò di recuperare la città, ma i suoi tentativi fallirono e alla fine del 1266 re Carlo d'Angiò riuscì a prendere possesso di Corfù e delle altre terre sulla terraferma albanese che erano state di Manfredi. Da allora Corfù costituì la capitale dei domini angioini del Levante e sul finire del '300 l'isola e i domini albanesi divennero appannaggio del principe Filippo di Taranto che, sposatosi in seconde nozze con Caterina di Valois, nipote dell'ultimo imperatore latino di Costantinopoli, ereditò anche le rivendicazioni dei Courtenay su Costantinopoli. Da allora l'isola fece sempre parte del principato di Taranto.

A governare l'isola fu inviato un capitano regio e un numeroso seguito di funzionari e di soldati francesi e italiani, e venne intrapresa una radicale trasformazione della società corfiota attraverso la concessione di feudi a baroni provenienti dall'Italia e dalla Provenza, quali i Tocco, i Capece, gli Hulot, gli Altavilla; fu ugualmente modificata la struttura amministrativa dell'isola perché pur lasciando al loro posto i decarchi istituiti dai despoti epiroti, tutto il territorio fu inquadrato in quattro balivati (Agirù, Oros, di Mezzo e Alefchimo). I continui scambi con la costa italiana portarono poi all'immigrazione nell'isola di numerosi ufficiali e funzionari pugliesi. Nello stesso tempo si cercò di instaurare una gerarchia ecclesiastica cattolica, con l'istituzione di un arcivescovo latino a Corfù e abolendo pertanto il vescovato ortodosso, sostituito da un semplice protopapas, eletto da un collegio di preti e di laici.

Le pressioni religiose dei governatori angioini crearono notevole malcontento tra i Corfioti e di questa situazione, congiuntamente ai dissidi esistenti a Napoli tra i vari pretendenti al trono, trassero profitto i Veneziani che sul finire del XIV secolo, vinto il conflitto con Genova, avevano dato inizio ad una decisa politica espansionistica lungo le coste albanesi e greche. Nel 1386 i Veneziani assediarono Corfù con un imponente esercito sotto la guida del signore di Padova Francesco da Carrara, ottenendo alla fine la resa del presidio angioino e la dedizione della città. Ai Corfioti la Repubblica concesse ampi privilegi e la conferma di tutti i precedenti ordini e statuti, e soprattutto si impegnò per trovare un accordo con la potente aristocrazia baronale che dominava l'isola. L'acquisto, inizialmente solo militare, divenne definitivo solo nel 1402, quando il re di Napoli Ladislao II cedette tutti i suoi diritti a Venezia per 30.000 ducati d'oro.


Il dominio veneziano
Sotto il dominio veneziano Corfù fu governata da un patrizio veneziano che, con il nome di Bailo, era nominato per due anni e amministrava la giustizia nell'isola con l'assistenza di due consiglieri, anch'essi veneziani. Ad affiancarlo nelle questioni militari erano un Provveditore e Capitano, il Capitan grande della fortezza vecchia e il castellano del castello della campana nella città vecchia. Nel 1715, dopo la perdita del Peloponneso vi si traferì il Provveditore generale da Mare, un senatore nominato dalla Repubblica che aveva il comando supremo della flotta in tempo di pace e al quale fu dato anche il governo civile, criminale e militare delle Isole Ionie. A lui erano portate in appello tutte le sentenze pronunciate dai tribunali e dai rettori delle terre dipendenti che, nel XVIII secolo erano, oltre a Corfù, le isole di Zante, Cefalonia (con Itaca), Santa Maura (o Leucade) e Cerigo, oltre ai due distretti di Prevesa e Vonizza sulla prospiciente costa albanese. La città era retta da un regime aristocratico, essendo consentito l'accesso al consiglio ed alle principali cariche pubbliche solo da quelle famiglie (in parte discese dagli antichi baroni francesi e napoletani)iscritte al libro d'oro, redatto nel 1572. L'organo principale dell'amministrazione comunale era il Maggior Consiglio, che si riuniva annualmente per eleggere il Minor Consiglio, dal quale erano eletti tutti i vari ufficiali della città e dei quattro baliati del suo distretto, oltre alle isole di Passo (Paxos) e Antipasso (Antipaxos) e ai borghi fortificati di Butrinto e Parga, situati sulla terraferma.

Dopo un breve periodo sotto la dominazione francese e pochi anni riunita in una confederazione di isole, Corfù passò alla Grecia nel 1864; nella Seconda Guerra Mondiale fu base navale degli alleati, venne poi presa dall'Italia e sempre a Corfù venne combattuta un'aspra battaglia tra italiani e tedeschi in seguito all'armistizio dell'8 settembre 1943, battaglia che portò all'eccidio degli ufficiali italiani, fra cui si ricorda il tenente Natale Pugliese.

Dal 1944 è ritornata alla Grecia ed è meta di turisti grazie al clima mite ed alla bellezza del mare; gli unici resti delle numerose dominazioni sono un palazzo reale di epoca classica, un teatro veneziano e fortificazioni dello stesso periodo.

Nacque a Corfù il 24 giugno 1641 suor Maria Arcangela Biondini (Giovanna Antonia), figlia di Andrea Biondini, vicegovernatore dell'isola per conto di Venezia, e di Angela Cicogna

Nativo di Corfù fu Giovanni Capodistria, primo presidente della Grecia libera (1830).

Viene identificata con l'isola dei Feaci dell'Odissea

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