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Photographer’s Note

Penultima foto sul tema di Taormina.

Chiuderò infatti con la prossima foto, questo lungo tema su Taormina, una Taormina mostrata in modo differente da quella che è solita essere negli stereotipi.

Ciò che vi mostro in questa foto è il Teatro Antico, così chiamato in quanto non se ne conosce la sua vera origine.

Esso non è soltanto un pezzo del patrimonio archeologico di Taormina, ma è anche un luogo d’incomparabile bellezza panoramica.
L’occhio spazia dalla baia di Naxos, alle coste calabre, all’Etna, a Castelmola.

E’ greco o romano? Su questo interrogativo si sono cimentati esperti e critici.
La risposta più probabile è che sia stato costruito in epoca greca e ristrutturato ed ampliato in epoca romana. Una prova che il teatro sia di origine greca è data dalla presenza, sotto la scena, di blocchi di pietra di Taormina (simili al marmo), che costituiscono il classico esempio del modo di costruire dei greci.

Si pensa che i Romani per ricostruirlo abbiano impiegato decine d’anni. Le misure attuali sono di 50 metri di larghezza, 120 di lunghezza, 20 d’altezza. Per dimensione è il secondo della Sicilia, dopo quello di Siracusa. Si divide in tre parti: la scena, l’orchestra e la cavea.

La parte più importante è la scena, che parzialmente conserva la forma originale. Il muro scenico ha la lunghezza di m. 30 per 40. Due stanzoni laterali chiudevano la scena e la platea, impedendo il passaggio al pubblico. Il tetto di essi era costituito da due grandi terrazze, ancora esistenti.

La cavea è incavata nella roccia ed ha un diametro di 109 metri. E’ costituita dalla gradinata, che, partendo dal basso, sale fino alla sommità. I primi posti della cavea erano riservati alle autorità, mentre la parte alta era riservata alle donne.

La plebe sostava sulle terrazze, che non avevano comunicazione con l’interno del teatro.
Un ampio velario riparava gli spettatori dal sole e dalla pioggia. La cavea era divisa in cinque corridoi anulari e verticalmente da otto scalette, formate da trenta gradini ciascuna.

Le scalette partivano dalla cavea e arrivavano in alto al muro terminale, dove, in corrispondenza, si aprivano otto porticine, attraverso le quali si accedeva al corridoio coperto.

Nel muro terminale, le nicchie ancora ben visibili, contenevano statue in esposizione. L’orchestra, posta al centro, divide la scena dalla cavea. Ha un diametro di 35 metri.

Per il rifacimento ed ampliamento del Teatro i Romani usarono mattoni d’argilla e calce. Fu anche costruito un sistema di canali per far defluire le acque piovane. E’ da annotare che era decorato con colonne di marmo bianco e granito grigio. Purtroppo, quasi tutte le colonne sono state perdute.

Il Teatro antico è una delle principali attrazioni di Taormina. Perfettamente funzionante ed agibile, dopo aver ospitato per anni il premio David di Donatello, la manifestazione cinematografica più importante d’Italia, è sede oggi di Taormina Arte, festival internazionale che dura tutto il periodo estivo con la rassegna del cinema, del teatro, del balletto e della musica sinfonica.

La foto è il risultato di una potente zoommata effettuata da una delle tante terrazze panoramiche che si affacciano sulla cittadina.
Pensate che dal punto in cui ho effettuato questo scatto, ad occhio nudo, il teatro si vede appena.

Francesco

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Additional Photos by Francesco Scaringi (francio64) Gold Star Critiquer/Gold Star Workshop Editor/Gold Note Writer [C: 1101 W: 329 N: 2038] (11806)
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