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Cherso[1] (in croato Cres, pronuncia ['tsɾes]) è una città della Croazia di 2.853 abitanti (2011), capoluogo dell'isola omonima nella regione litoraneo-montana.
L'abitato di Cherso - che pur essendo relativamente piccolo gode del riconoscimento ufficiale di "città" - è il capoluogo del comune omonimo, che occupa i due terzi settentrionali dell'isola di Cherso. È la capitale storica dell'isola, anche se nell'antichità tale ruolo era rivestito dalla città di Ossero, situata di fronte all'isola di Lussino.

Cherso conserva parti dell'antica cinta muraria, nonché numerosi palazzi risalenti al dominio veneziano. Degni di nota sono una porta col leone marciano, la torre dell'orologio e la Loggia, di foggia rinascimentale. Cherso diede anche i natali al filosofo Francesco Patrizio, la cui casa è oggi un museo a lui dedicato.
All'inizio del XX secolo Cherso si presentava mistilingue. Graziadio Ascoli classificò la città come italiana con presenze slave. Tra le due guerre mondiali la maggior parte degli abitanti di Cherso si dichiarò italiana. Oggi gli italiani invece costituiscono una piccola minoranza che si riunisce presso la sede della locale Comunità degli Italiani.

E N G L I S H

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Cres [1] (in Croatian Cres, pronounced ['tsɾes]) is a town of 2,853 inhabitants in Croatia (2011), capital of the same name in the mountain region.
The town of Cres - which, although relatively small has the official recognition of "city" - is the capital town of the same name, which occupies the northern two thirds of the island of Cres. It is the historical capital of the island, even if that role was played by the ancient city of Osor, situated opposite the island of Losinj.

Cres preserved parts of the ancient city walls and numerous palaces dating from the Venetian rule. Worthy of note are a door with the lion with the clock tower and the Lodge, Renaissance-style. Cres was also the birthplace of the philosopher Francis Patrick, whose home is now a museum dedicated to him.
At the beginning of the twentieth century it appeared mixtilingual Cres. Graziadio Ascoli ranked the city as the Italian slave with attendance. Between the two world wars most of the inhabitants of Cres is said Italian. Today Italians instead constitute a small minority that meets at the home of the local Italian community.

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