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Inizia qui la mia nuova serie di foto dedicata alle chiese siciliane.
Questa, la prima di otto foto che posterò, ritrae la Chiesa madre di Adrano.

La Chiesa Madre di Adrano, tra le più imponenti di Sicilia, non ha origini certe.
Furono i conti Moncada a sceglierla, verso la fine del cinquecento, come chiesa maggiore e quindi come matrice.

Originariamente doveva essere ad unica navata, con un tetto di legno con capriate sostenute da cariatidi che rappresentavano saraceni.
La sua trasformazione in grande basilica a tre navate ha inizio intorno alla metà del XVI secolo, mentre nel XVIII secolo venne aggiunta la cupola.

Nel XVII secolo fu completata la basilica e alla fine dell'ottocento furono inseriti il portico del campanile, rimasto incompleto (fino alla sua demolizione) e il corpo laterale della biblioteca e dell'alloggio vescovile.

Gli archi della navata principale furono completati nel 1628, la decorazione della navata di ponente nel 1657 e lo stallo dell'altare maggiore, opera di Giuseppe Vanaria, nel 1664.

Nel 1750 le volte della chiesa, che originariamente erano in legno intagliato, furono realizzate in muratura con una volta a botte lunettata nella navata centrale e volte a crociera in quelle laterali.
Nel 1774 i fratelli Spedalieri di Troina costruirono, in sostituzione dello stallo del Vanaria, il pergamo e il coro capitolare.

Nel 1899 ebbero inizio i lavori per la costruzione del portico con il campanile, del corpo laterale per la biblioteca e dell'alloggio del vescovo, su progetto di Carlo Sada.
Di questo progetto furono costruite però solo parte del portico e la struttura del campanile.

Quest'ultimo, che secondo il progetto del Sada doveva essere molto imponente e in stile quasi barocco in contrasto con l'esistente, fu iniziato nei primi anni del 1900 ma si fermò all'altezza del basamento monolitico.

Il prospetto rimase incompleto fino agli anni cinquanta, quando i lavori ripresero grazie a una legge speciale della Regione siciliana.
Nel 1996 il campanile è stato abbattuto per iniziativa della Soprintendenza, a seguito dell'acceso dibattito sollevato negli anni ottanta dal critico d'arte Cesare Brandi, che espresse giudizi fortemente negativi sull'incompiuto traliccio in cemento.
In tal modo la chiesa è stata riportata finalmente alla sua condizione originaria.

Essa è a croce latina ed è divisa in tre navate con transetto e due cappelle laterali.
Le navate laterali sono separate da quella centrale tramite sedici colonne in stile dorico, ricavate da un unico blocco di pietra lavica.
La navata centrale è coperta con una volta a botte lunettata e quelle laterali con volte a crociera.

Il transetto, anch'esso con volta a botte lunettata, termina alle estremità con due cappelle laterali.
A sinistra è la cappella dedicata al SS. Sacramento (dal nome della confraternita che vi si stabilì nel 1588), a pianta centrale e ricca di stucchi e a destra la cappella intitolata al Sacro Cuore, realizzata nei primi del novecento.

Il portico ha una struttura in mattoni e pietra lavica. All'interno, oltre a diverse opere del XVII e XVIII secolo, troviamo l'altare maggiore in marmo policromo, l'organo, la cantoria decorata in oro, un prezioso Crocifisso su tavola della seconda metà del quattrocento e un grande polittico ligneo del cinquecento, di scuola antonelliana, raffigurante L'incredulità di San Tommaso e santi, la Sacra Famiglia, e l'Eterno padre.

Nella cappella a sinistra dell'abside, si può ammirare l'Assunzione della Vergine di Pietro Paolo Vasta (1697-1760). Nella cappella a sinistra è custodita, invece, la statua di San Nicolò Politi, patrono di Adrano.

Nel WS, una vistra frontale della chiesa.

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Additional Photos by Francesco Scaringi (francio64) Gold Star Critiquer/Gold Star Workshop Editor/Gold Note Writer [C: 2662 W: 518 N: 5014] (38264)
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