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Casa Milà , better known as La Pedrera , meaning the 'The Quarry'), is a building designed by the Catalan architect Antoni Gaudí and built during the years 1905–1910, being considered officially completed in 1912. It is located at 92, Passeig de Gràcia (passeig is Catalan for promenade) in the Eixample district of Barcelona, Catalonia, Spain.
It was a controversial design at the time for the bold forms of the undulating stone facade and wrought iron decoration of the balconies and windows, designed largely by Josep Maria Jujol, who also created some of the plaster ceilings.
Architecturally it is considered an innovative work for its steel structure and curtain walls – the façade is self-supporting. Other innovative elements were the construction of underground car parking and separate lifts and stairs for the owners and their servants.
In 1984, it was declared World Heritage by UNESCO. The building is made open to the public by the CatalunyaCaixa Foundation, which manages the various exhibitions and activities and visits to the interior and roof.
It was built for the married couple, Roser Segimon and Pere Milà. Roser Segimon was the wealthy widow of Josep Guardiola, an Indiano, a term applied locally to the Catalans returning from the American colonies with tremendous wealth. Her second husband, Pere Milà, was a developer who was criticized for his flamboyant lifestyle and ridiculed by the contemporary residents of Barcelona, when they joked about his love of money and opulence, wondering if he was not rather more interested in "the widow’s guardiola" (piggy bank), than in "Guardiola’s widow".
Gaudi, a Catholic and a devotee of the Virgin Mary, planned for the Casa Milà to be a spiritual symbol. Overt religious elements include an excerpt from the Rosary prayer on the cornice and planned statues of Mary, specifically Our Lady of the Rosary, and two archangels, St. Michael and St. Gabriel.The design by Gaudi was not followed in some aspects. The local government objected to some aspects of the project, fined the owners for many infractions of building codes, ordered the demolition of aspects exceeding the height standard for the city. The Encyclopedia of Twentieth Century Architecture states that the statuary was indeed Mary the mother of Jesus, also noting Gaudi's devoutness, and notes that the owner decided not to include it after Semana Trágica, an outbreak of anticlericalism in the city.After the decision was made to exclude the statuary of Mary and the archangels, Gaudi contemplated abandoning the project but was persuaded not to by a priest.
Casa Milà was in poor condition in the early 1980s. It had been painted a dreary brown and many of its interior color schemes had been abandoned or allowed to deteriorate, but it has since been restored and many of the original colors revived.

CASA MILA'

La Casa Milà, detta La Pedrera (cava di pietra), fu costruita tra il 1905 e il 1912 da Antoni Gaudí a Barcellona, in Spagna, al numero 92 del celebre Passeig de Gràcia, nella zona d'espansione dell'Ensanche (in catalano, Eixample), su incarico di Roser Segimon e Pere Milà per il loro imminente matrimonio. Attualmente è di proprietà della Caixa Catalunya, una cassa di risparmio catalana che ne ha fatto un centro culturale.Dal 1984 è stata dichiarata dall'Unesco Patrimonio Mondiale dell'Umanità, insieme ad altre opere di Gaudí.
L'edificio, che occupa un lotto angolare, è composto da 6 piani, su ognuno dei quali ci sono 8 appartamenti; sono inoltre presenti 2 cortili interni, che garantiscono elevata luminosità a tutti gli appartamenti.
Gaudí progettò l'abitazione mantenendo fede all'indirizzo del modernismo catalano, esaltando appieno il suo spirito innovatore sia per quanto riguarda le strutture che le forme architettoniche e le decorazioni ed adottando come elemento fondante la linea curva, chiaramente zoomorfa e richiamante l'immagine delle onde del mare, che trionfa in svariati motivi presenti nella struttura (facciata, interni, mobili).
La facciata esterna dell'edificio è rivestita di pietra grezza; fu proprio questa particolarità che le avvalse l'appellativo de La Pedrera. In effetti l'edificio presenta l'aspetto di parete rocciosa, ondulata, plasmata da forze geologiche, grandioso basamento di una statua alla vergine del Rosario che Gaudí intendeva collocare in sommità. L'intero edificio è quindi privo di linee rette, perfino le piante dei cortili interni e degli appartamenti seguono un disegno curvilineo, anticipando l'intuizione del “plan libre” di Le Corbusier. La struttura, infatti è costituita da una griglia irregolare di travi metalliche e di pilastri di materiali e dimensioni variabili, all’interno della quale si trovano le tradizionali volte catalane in laterizio, permettendo una disposizione libera delle divisioni interne.
Lo sperimentalismo strutturale si manifestò anche al piano interrato con un grande vano coperto con una struttura metallica a "ruota di bicicletta" e nel sottotetto, dove la copertura è sostenuta da un gran numero di archi in laterizio a sezione catenaria, che dopo il recente restauro danno l'idea, dall'interno di una struttura scheletrica ed all'esterno di un paesaggio montagnoso popolato dagli episodi plastici dei camini, dissimulati con sculture dall'aspetto surreale e fantastico.A livello tecnico egli decise fra i primi di utilizzare il cemento armato come elemento base, sul quale poi sovrapporre i materiali di copertura, come azulejos frammentati e la pietra viva. Grazie al cemento armato poté permettersi di creare dei corpi fortemente aggettanti che stupirono i contemporanei per l'assenza di piloni atti a reggerli. Anche le pareti interne degli appartamenti sono semplici muri divisori in quanto sono totalmente assenti i muri portanti.
Altro materiale fondamentale per Casa Milà è sicuramente il ferro battuto, utilizzato nelle porte, nei balconi, nel cancello di ingresso e nella struttura stessa dell'abitazione.
Altra importante innovazione tecnica fu l'utilizzo del vetro armato che costituisce la pavimentazione trasparente di diversi balconi presenti nella struttura.
Attualmente è possibile visitare l'androne, il tetto e un appartamento arredato con mobili d'epoca, in parte progettati dallo stesso Gaudí.
Nel sottotetto è allestito un interessante museo sulle tecniche costruttive di Antoni Gaudí.
Alcuni degli appartamenti presenti nell'architettura sono di proprietà privata e sono attualmente abitati. Nel seminterrato invece sono presenti dei negozi e delle strutture di ricezione turistica.

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Additional Photos by Luciano Gollini (lousat) Gold Star Critiquer/Gold Star Workshop Editor/Gold Note Writer [C: 6919 W: 117 N: 13021] (73219)
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