| Photo Information |
Copyright: Renzo Pietribiasi (rossofuoco)
(4401) |
| Genre: Places |
| Medium: Color |
| Date Taken: 2007-09-08 |
| Categories: Nature, Event |
| Camera: Canon EOS 400D, 55-200mm |
| Exposure: f/14.0, 1/60 seconds |
| Details: Tripod: Yes |
| Photo Version: Original Version |
| Date Submitted: 2007-09-09 11:18 |
| Viewed: 683 |
| Favorites: 1 [view] |
| Points: 34 |
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| [Note Guidelines] Photographer's Note [Italian] |
Venezia fotografata dall'isola di S. Erasmo
S. Erasmo
"Fra le isole che fanno argine alla Laguna di Venezia, si communera quella si Sant'Erasmo con belle vigne e giardini, da' quali si somministra alla Metropoli quantità di erbaggi e frutti perfetti...." questa è la definizione fatta da Coronelli nel suo famoso "Isolario dell'atlante Veneto" edito a Venezia nel 1696.
Sant'Erasmo era considerata dunque, e lo è ancora, come l'orto di Venezia in cui si producono verdure (dalle "castraure" alle "sparesee") le quali per la bontà del loro sapore, dovuto alla particolarità del terreno, in parte sabbioso ed in parte cretoso, sono molto ricercate e richieste al mercato di Rialto.
Da: L'idrovia, Ed. G. Belletti, Misano adriatico (FO) 1986
L'isola una delle più grandi della Laguna di Venezia, è situata in una zona di grande importanza strategica per il collegamento tra la Laguna Nord (Murano, Burano, Torcello, ecc..) ed il Litorale di Punta sabbioni, Treporti e Cavallino; ma tale prerogativa, nonostante i numerosi progetti per il suo collegamento al litorale (Miozzi, Ronconi, ecc.), non è mai stata portata a termine, sia per volontà politica, che per problemi di ordine finanziario.
Sant'Erasmo, con il tempo, si è sempre trovata più isolata ed abbandonata a sé stessa, dimenticata da molte amministrazioni comunali e da qualsiasi tipo di investimento, pubblico o privato, a medio o lungo termine. L'abbandono, pur mantenendo intatto ed incontaminato l'ecosistema dell'isola, ha aggravato i problemi di questa terra: la mancanza di abitazioni e di servizi, l'esodo verso la terraferma, la diminuzione delle nascite, la perdita delle tradizioni.
Per la salvezza di questo "polmone verde" della Laguna è necessaria una crescente sensibilizzazione dell'opinione pubblica, capace di coinvolgere maggiormente ed in maniera più concreta l'interesse dell'amministrazione cittadina.
Questo numero di "ArcheoVenezia", che offre alcune informazioni dal punto di vista storico-ambientale, intende dare un contributo in tal senso. Per favorire una visita all'isola, dal 1 al 31 luglio (vale a dire nel periodo del campo estivo Archeoclub al Lazzaretto Nuovo) saranno a disposizione per i Soci alcune biciclette (previa telefonata al 041.5206713) alla prima fermata di S. Erasmo. (Capannone).
Sant'Erasmo: la storia inesistente
Il lido di Sant'Erasmo ebbe anticamente vari nomi:
Lido Mercede o Mancese (dal fatto che gli Altinati, come ricorda Marziale, ricoveratisi in quel luogo, scavando per erigere una chiesa, trovarono una gran quantità di oro quasi in premio, mercede appunto, dell'opera che stavano compiendo)
Lido Albo (per distesa di bianca sabbia che copriva la località)
Lido Bromio (per il rumore provocato dalle onde del mare)
Lido di Torcello o di Murano (per la vicinanza di tali isole).
Un tempo tutta la zona era coperta, lungo il mare, da una densa selva di pini e prese il nome di Pineta Maggiore al tempo del Duca Paoluccio Anafesto (712).
Ancore nel 1455 si trova traccia di questa selva in una legge diretta al pretore torcelliano, con la quale si decretavano sanzioni severe a chi avesse bruciato o danneggiato i pini di quel lido. Più tardi la selva scomparve, probabilmente inghiottita dal mare.
Nel 792 i fuggiaschi altinati, guidati da un certo Mauro, sembra abbiano eretto un chiesa dedicata ai martiri Erme ed Erasmo sul luogo dove prima sorgeva un ritiro di anacoreti (religiosi che si ritiravano in solitudine) verso la parte meridionale dell'isola.
In seguito fu istituita una Parrocchia, separata da quella di Murano. Il parroco veniva eletto dagli isolani. Nel 1120 il piovano Arioduno restaurò la chiesa ormai cadente.
Nel 1380 S. Erasmo venne occupata dai Genovesi e dagli Schiavoni. In seguito tornò ad una vita fiorente, ma nel XVI sec. fu colpita dal contagio della peste e la popolazione abbandonò quasi completamente la zona fino al 1820.
A differenza di molte altre isole della laguna, S. Erasmo non ha subito particolari cambiamenti di superficie a causa dell'erosione marina, perché posta fuori dal raggio d'azione di foci di fiumi o di canali.
Strane e controverse vicende ha conosciuto invece il suo porto: per due volte fu chiuso a favore di quello di Lido; ma dalla fine del XV sec. la sua importanza crebbe soprattutto come porto di Murano.
Da documenti di archivio si ha notizia di altre chiese oltre all'attuale (costruita nel 1929 su precedenti fondazioni) e della presenza nell'isola di alcuni mulini a vento.
Dal punto di vista archeologico S. Erasmo potrebbe riservare molti motivi d'interesse, come dimostrano rinvenimenti casuali, compiuti ad esempio in occasione dello scavo per il recente metanodotto.
Attualmente il livello medio del terreno risulta artificialmente sopraelevato per scopi agricoli di almeno un metro rispetto al secolo scorso.
Un bicentenario: i cippi di conternimazione
Prima della costruzione delle dighe foranee di P. Sabbioni e del Lido, ultimate nel 1910, l'isola era posta direttamente di fronte al mare. Per S. Erasmo passava dunque la linea di conterminazione lagunare, completata dalla repubblica nel 1791: 100 cippi posti lungo l'intero perimetro della laguna.
Ancora oggi a S. Erasmo si trovano 16 di questi cippi, che hanno perso solo recentemente la loro funzione giuridica.
Dal cippo 29, posto di fronte al Lido, presso la Torre Massimiliana, all'ingresso dell'osteria "Tedeschi", fino al cippo 44 all'estremità opposta dell'isola, di fronte al canale di Treporti, è un percorso, lungo la via delle Motte e il canale Passaora, che permette di riscoprire con le antiche iscrizioni scolpite sulla pietra, anche antiche atmosfere e valori dimenticati, nei colori mutevoli della campagna.
Il 44, ultimo dei cippi di S.Erasmo
Scheda tecnica:
L'isola di S. Erasmo è la più vasta delle isole della Laguna Nord di Venezia: ha una lunghezza di circa 4 Km per una larghezza che varia dai 500 ai 900 m., è abitata da circa un migliaio di persone, dedite per la maggior parte all'agricoltura.
Le vie di comunicazione principali sono costituite da due strade bianche che si sviluppano longitudinalmente a Est, verso Punta Sabbioni e Lio Grando, a Ovest, verso Il Lazzaretto Nuovo e S. Francesco del Deserto.
La struttura insediativa, articolata su piccoli nuclei rurali, si sviluppa prevalentemente in senso longitudinale, parallelamente alla Laguna, con appezzamenti di terreno coltivato a prodotti ortofrutticoli e viticoli e la presenza di numerose case coloniche.
La Torre Massimiliana
Già in alcuna piante del Sabbadino (del 1545 e del 1556) si possono notare alcune torri di avvistamento e difesa nella zona centrale dell'isola di S. Erasmo e sull'angolo di fronte al Lido.
Ma fu soprattutto quando l'isola passò, con Venezia, sotto il dominio austriaco che il litorale fu fortificato con postazioni militari.
Di queste strutture rimangono attualmente il cosiddetto "ex ridotto" all'estremità dell'isola verso Burano e, soprattutto, la Torre Massimiliana a controllare l'ingresso del porto di Lido.
Dal punto di vista tipologico, quest'ultima si richiama ,alle opere di fortificazione con cui il governo di Vienna decise di rinforzare il "quadrilatero", piazzaforte principale del Lombardo Veneto.
Ideata dall'arciduca Massimiliano, che si era ispirato a concetti difensivi medioevali, la torre, che risale al 1830-40 e di cui si hanno altri esempi a Verona e a Trieste, ha uno schema base di tipo poligonale ed è costituita da due piani voltati che hanno 25 m. di diametro e servivano sia da alloggi che da magazzini.
Sulla piattaforma superiore erano collocate 13 bocche da fuoco. Per disporre di un così numeroso armamento in uno spazio così ristretto, fu adottato un affusto speciale, sul quale erano posti tutti i cannoni paralleli, distanti tra loro solamente 80 cm. da asse ad asse.
Le prove di tiro eseguite contro di esse tuttavia dimostrarono la poca solidità e le poca praticità dell'affusto superiore e quindi questo tipo di fortificazione non ebbe lunga vita.
La Torre Massimiliana fu comunque usata fino alla seconda guerra mondiale. Ancora oggi di proprietà militare, anche se in uso a privati, la Torre domina un panorama di 360 gradi: dal litorale di Treporti e Punta Sabbioni, al Lido, a Murano, alla Laguna nord.
Dopo un necessario recupero dal punto di vista statico ed architettonico, l'edificio potrebbe ospitare negli ampi locali, servizi ad uso pubblico, di cui S. Erasmo è quasi totalmente carente, quale ad esempio un centro socio-culturale. |
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