Photographer's Note
La Val d'Astico e l'Altopiano di Asiago
Introduzione e descrizione generale
Come i Lessini e, in parte, come il vicino Pasubio, l'Altopiano di Asiago si presenta con un aspetto tabulare, dolcemente ondulato ed inclinato al centro, vale a dire verso la conca di Asiago. Verso nord, cioé sopra il tratto trentino della Valsugana, e verso est, vale a dire sopra il Canale del Brenta (settore veneto della Valsugana) è invece ripidissimo ed a tratti roccioso. Ma anche ad ovest, ovvero sulla Val d'Astico, prospetta alti dirupi dolomitici, primi fra tutti quelli dei monti Cengio e Campolongo. Nella sua estremità nordoccidentale esso si collega all'Altopiano di Lavarone, nel Trentino, attraverso la breve sella di Monterovere. Oltre la conca di Asiago, invece, si estende il settore meridionale dell'Altopiano, prospiciente la pianura. Esso viene definito da una catena montuosa di livello minore, cioè da vette che non superano i 1.500 metri d'altitudine.
Itinerari nella Val d'Astico e sull'Altopiano di Asiago:
Lo Spiz e l'Altopiano di Tonezza.
La Val Galmarara ed il Corno di Campo Bianco.
Il Forte di Campolongo.
La "pedalata" degli altipiani.
La grande traversata dell'Altopiano.
Arcobaleno in Val d'Astico
Nella sua parte più bassa questa catena minore degrada formando un articolato rilievo collinare, il quale si estende da Piovene-Rocchette a Marostica-Bassano. Queste basse ondulazioni pedemontane vengono denominate genericamente colline Bregontine, da Breganze, paese pressochè al centro del rilievo collinare medesimo. La superficie complessiva dell'Altopiano è di 466,68 kmq, relativa però soltanto al territorio degli otto comuni attuali, e cioè Asiago, Gallio, Roana, Rotzo, Foza, Enego, Lusiana, Conco, e ad esclusione quindi dei territori dei vari comuni confinanti quali, ad esempio, Cogollo del Cengio, Lugo Vicentino, Grigno di Valsugana, ecc.
Due valli incidono profondamente l'altopiano: una ad est ed una ad ovest. La prima è la Val Frenzela che, dopo aver delimitato un altro vasto complesso montuoso composto dai monti Meletta, Fior, Castelgomberto, Tonderecar e Lisser, cala ripidamente per oltre un migliaio di metri nella Val Brenta, presso Valstagna.
Ad ovest troviamo la seconda e cioè la Val d'Assa, che separa nettamente il massiccio montuoso formato dai monti Campolongo e Verena dalla parte centrale e più elevata dell'Altopiano, culminante nei 2341 metri di quota di Cima Dodici.
La Val d'Assa confluisce, all'altezza del paese di Pedescala, nella Val d'Astico che, assieme al Canal del Brenta ed alla Val Lèogra, può essere definita una delle grandi vallate delle Prealpi vicentine. Nasce stretta e selvaggia, la Val d'Astico, con i fianchi dirupatissimi e selvosi dove le tracce umane si sono ridotte ormai a pochi sentieri. Nella metà superiore separa l'Altopiano di Asiago (ad est) da quello di Tonezza (ad ovest), incuneandosi profondamente nel cuore dell'Altopiano di Lavarone-Luserna, quest'ultimo anello di congiunzione fra i due precedentemente citati. A metà valle sorge Arsiero, "vigilata" dall'altissima prua rocciosa del Cimoncello, mentre più a sud, dominata ad ovest dall'Altopiano del Tretto (Monti Novegno e Summano) e ad est dalle pendici meridionali di quello d'Asiago, troviamo un'altra importante cittadina industriale e commerciale della provincia di Vicenza: Thiene.
Va da sè che per la sua vastità e complessità il territorio compreso in questo capitolo meriterebbe da solo un volume. Noi ci limiteremo a suggerire alcuni percorsi che riteniamo particolarmente significativi e, soprattutto, panoramici. Pur svolgendosi prevalentemente a quote abbastanza elevate si tratta di escursioni alquanto facili e, come tali, adatte a qualsiasi pubblico, tanto al camminatore esperto quanto a quello occasionale. In auto abbiamo proposto una traversata completa dell'Altopiano d'Asiago da ovest ad est, mentre per descrivere l'altro versante, cioè quello della Val d'Astico e degli altopiani di Tonezza e Lavarone, abbiamo optato per un percorso ciclistico più adatto agli "scalatori" che ai cicloturisti. Regolarsi di conseguenza!
Caratteristiche geografiche e peculiarità ambientali
Asiago è certamente una delle località turistiche più conosciute e frequentate del Veneto. Malgrado l'inevitabile impatto recato dallo sviluppo turistico, tanto Asiago, quanto più in genere anche il resto dell'Altopiano, hanno mantenuto caratteristiche estetiche ed architettoniche ancora abbastanza in sintonia con il paesaggio circostante. Naturalmente pure sull'Altopiano, come ormai ovunque in Italia, non mancano residences, villaggi turistici, villette a schiera e condominii di dubbio gusto architettonico. D'altronde il problema cronico di queste montagne è di essere forse troppo vicine alla pianura e quindi di venire troppo spesso prese d'assalto dagli amanti del pic nic selvaggio, dai fungaioli assatanati e dalle orde vocianti dei turisti (e degli sciatori) "della domenica".
Quattro sono le aree che la Regione Veneto ha identificato nel comprensorio della Val d'Astico-Altopiano d'Asiago quali aree da destinare a particolare tutela. Iniziando da ovest troviamo L'ALTOPIANO DI TONEZZA-FIORENTINI, la cui zona soggetta a tutela dovrebbe interessare i comuni di Lastebasse, Valdastico, Tonezza, Arsiero, Laghi. La destinazione è ad area di massima tutela paesaggistica.
Anche una parte assai vasta nel settore settentrionale dell'ALTOPIANO D'ASIAGO ed interessante i comuni di Asiago, Roana, Rozto, Enego e Gallio rientra nei progetti di tutela della Regione Veneto. Più in particolare per essa è prevista la destinazione a Parco Naturale Regionale, in quanto contrassegnata dalle testimonianze della Prima Guerra Mondiale (mulattiere, fortificazioni, trincee), conflitto che ha inciso profondamente anche sulla vegetazione che a suo tempo fu molto danneggiata.
Al di sotto di tale area la Regione Veneto ha identificato come costituenda Riserva Naturale Regionale una vasta porzione della Val d'Assa, compresa nei comuni di Roana, Rotzo, Valdastico e Cogollo del Cengio. Profonda gola torrentizia, la Val d'Assa oltre che per la sua spettacolarità geomorfologica è ritenuta importante per il ritrovamento di numerosi graffiti preistorici e protostorici, nonchè per la ricca vegetazione fra cui predominano il faggio, l'abete, il pino silvestre e il larice.
Dalla parte opposta dell'Altopiano, vale a dire nel settore occidentale, troviamo infine l'ultima area identificata come possibile Riserva Naturale Regionale. Si tratta di una porzione prealpina assai estesa e particolarmente significativa sia sotto l'aspetto storico che sotto quello prettamente naturalistico-ambientale. È situata lungo il versante della Valsugana, tra i contrafforti dell'Altopiano di Asiago ed il fiume Brenta.
Pòsina laghi
Dal punto di vista amministrativo essa interessa i comuni di Asiago, Enego, Foza, Gallio e Valstagna, mentre sul piano geografico comprende tre zone ben definite, caratteristiche e peculiari, che sono: la VAL GADENA, la CALÀ DEL SASSO ed i complessi ipogei di PONTE SUBIOLO. Nel suo insieme la zona presenta notevoli aspetti storici e paesaggistici (terrazzamenti, tipologie edilizie, manufatti, ecc.) e naturalistico-ambientali (vegetazione boschiva, avventizia e cacuminale, fauna tipica, ecc.) tali certamente da giustificare la creazione di una Riserva.
In attesa che la regione Veneto dia effettivamente luogo sul territorio a questi quattro progetti, oltre a notevoli vincoli in ambito edilizio, l'Altopiano di Asiago gode di grande attenzione soprattutto per quel che riguarda la copertura vegetale del suolo ed in particolar modo il patrimonio boschivo che qui trova ampio sviluppo, tant'è che, ad esempio, proprio sull'Altopiano di Asiago l'Abete rosso è considerata l'estrema propaggine meridionale della popolazione arborea trentina. Come è noto, nei secoli l'intervento dell'uomo è stato spesso massiccio nei riguardi della vegetazione montana. E questo non solo perchè per tanto tempo è stata praticata la produzione del carbone di legna, ma anche a causa delle distruzioni boschive operate in numerose zone delle Prealpi, prima fra tutte appunto quella dell'Altopiano, durante le operazione belliche del primo conflitto mondiale. Anche per questi motivi, dunque, i boschi dell'Altopiano di Asiago sono oggi, assieme al Bosco del Cansiglio, nel trevigiano, non soltanto le più vaste foreste delle Prealpi ma anche le più protette e le più controllate dal demanio forestale.
I monumenti ed i principali luoghi di interesse storico-artistico
Sia in Val d'Astico che sull'Altopiano d'Asiago a farla da padrone sul piano storico-monumentale sono senza dubbio le testimonianze della Grande Guerra. Con gli itinerari a piedi già ci occuperemo di alcune fra le più significative di esse. Visiteremo infatti la Val Galmarara, con i Corni di Campo Verde e Campo Bianco, entrambi teatro di intensi scontri a fuoco, ed il Forte Campolongo, testimonianza bellica per eccellenza nel comprensorio dell'Altopiano. Moltissime altre sarebbero però le testimonianze da visitare, ancora in ottime condizioni. Ricordiamo fra queste anzitutto la "Strada dei Granatieri" al Monte Cengio, mentre per chi ama le zone "monumentali" vi è il Sacrario Militare di Asiago, che custodisce le spoglie nientedimeno che di 50.000 soldati. Ma abbiamo ancora i vari cimiteri militari inglesi ed italiani, i forti Busa Verle, Portule ed Interrotto, le trincee del Monte Fior, ecc.. Guerra a parte vi sono poi le testimonianze storiche delle presenza umana in questi luoghi, una presenza che data epoche antichissime. La scoperta del villaggio del Bostel di Rotzo, avvenuta nel 1781, portò alla luce le tracce di un popolo stabilitosi forse per primo su questi monti: casette interrate ed avanzi di stoviglie, manufatti di ferro e di bronzo, monete d'argento (di conio romano), ossa di animali ecc. Altri segni di insediamenti precristiani sono stati trovati a Lusiana (Corgnon) e ad Enego, con richiami frequenti alla civiltà romana. I graffiti rupestri della val d'Assa sono un'altra opportunità per un approfondimento storico culturale da non trascurare, come da non trascurare è la tradizione CIMBRA, tutt'ora ben presente e viva in queste valli.
Tutti argomenti di cui parleremo diffusamente in calce agli itinerari 19 e 20. E l'arte? Incontreremo anche testimonianze artistiche, naturalmente, espresse nei modi e nelle forme tipici della tradizione veneta. Potremo infatti visitare, effettuando una breve variante al nostro itinerario ciclistico, sia la Villa Godi-Valmarana a Lugo, dove Luchino Visconti ambientò alcune scene del celebre film "Senso", sia la bella cittadina di Thiene.
Rifugi e punti d'appoggio
Benchè numerosi siano i rifugi sull'Altopiano, i nostri itinerari non prevedono il transito nei pressi di alcuno di essi. L'approccio alle cime, infatti, viene effettuato partendo dai centri turistici di Rotzo-Roana, Asiago e Gallio. Essendo appunto località turistiche abbondano in esse alberghi e locande, aperti quasi tutto l'anno, presso cui dormire e rifocillarsi.
L'ALTOPIANO DI TONEZZA-FIORENTINI si trova sulla destra Astico a nord di Tonezza, ed è caratterizzato da una notevole copertura boschiva dove dominano larici e abeti, interrotta da numerosi pascoli. La fauna di maggior interesse è costituita dal gallo cedrone e dal gallo forcello. Inoltre, i numerosi ritrovamenti manufatti d'età preistorica testimoniano la presenza dell'uomo in questa zona fin dai primordi, una zona che già nel Medioevo veniva utilizzata come pascolo e riserva di legname.
Il 70% dei boschi dell'ALTOPIANO DI ASIAGO fu ricostituito dopo il conflitto mondiale, con la netta predominanza dell'abete rosso (Picea excelsa) sulla precedente foresta mista di abeti e faggi. Sono comunque presenti magnifiche fustaie di Abete bianco (Abies alba), soprattutto nella zona del Monte Ortigara, alternate a praterie mesofile e termofile di grande importanza dal punto di vista floristico. La zona riveste inoltre un alto interesse faunistico per la presenza di tutte le principali specie tipiche del settore prealpino.
La conca di AsiagoLa VAL GADENA, è un tratto di valle fortemente scosceso e dirupato, caratterizzato dalle gole-forre del torrente omonimo. Esso trae origine sotto l'altopiano di Marcesina (con l'unione delle vallette di Corvo, Marcesina, Maroi, e Ronchetto) e sfocia dopo una stretta gola fra i monti Spitz, a nord (1093 metri), e Sasso Rosso, a sud (1106 metri), nel Brenta fra Rivalta e San Marino, qualche chilometro a nord di Valstagna. Presenta vasti tratti ricoperti da rigogliose associazioni boschive a quercia, frassino, carpino, corniolo, tasso, ecc., accompagnate da un fitto ed esuberante sottobosco. L'aspetto faunistico si caratterizza soprattutto per la presenza di un'avifauna superiore sviluppata e, segnatamente, del gufo reale e dell'aquila reale, entrambe le specie nidificanti in zona.
La CÀ DEL SASSO, è invece un monumento "storico". Si tratta infatti di una ciclopica ed ardita scalinata composta di 4444 gradoni fatti con lastre di calcare grigio, progettata e costruita sotto la signoria di Gian Galeazzo Visconti nel 1388 allo scopo di agevolare sino a Valstagna (riuscendo a superare un dislivello di ben 700 metri!) il trasporto dei tronchi di legno provenienti dai boschi dell'Altopiano di Asiago. Da Valstagna, poi, i tronchi venivano "fluitati" lungo il fiume Brenta e quindi condotti su zattere sino alla laguna dove servivano a rifornire i cantieri dell'Arsenale della Repubblica di Venezia.
Il complesso ipogeo di PONTE SUBIOLO è costituito da due cavità naturali, poste a poche decine di metri una sopra l'altra, e probabilmente in stretto rapporto idrologico. Una, denominata Grotta di ponte Subiolo, si presenta ormai in fase senile e modificata da crolli interni recenti. L'altra, invece, è la terza più importante risorgenza attiva della Valsugana e viene chiamata risorgiva di Ponte Subiolo, oppure Grotta dell'Elefante Bianco.
La parlata CIMBRA è attualmente il documento più evocativo delle origini della gente altopianese. L'Altopiano, territorio un tempo pressochè impraticabile e selvaggio, è stato certamente luogo di ripiego e di rifugio per frange di tribù e di popoli che negli inquieti secoli postromani, varcarono le Alpi. Immigrazioni germaniche e, tra le ultime (subito dopo il Mille), famiglie di coloni bavaresi alla ricerca di terre da disboscare, bonificare e coltivare. Quassù, al sicuro, hanno riordinato la loro vita e mantenuto nel tempo la lingua e i costumi originari. La parlata cimbra è infatti riferibile ad un dialetto tedesco, o meglio, bavarese.
oriolm, brevbrev14, vinicio, sam224, jean-marie has marked this note useful
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mlopes
(494) 2006-11-28 9:56
There's a strange gold colorcast, i don't know if it's just the light or any post-production techinique you've aplied to your photo. It looks almost like an old photo if you know what i mean. However i like the photo, but i think you can correct a little bit the exposure
vinicio
(23415) 2006-11-28 10:50
Nota gigantesca Renzo, e una foto come gia detto vicina la misticismo, complimenti.
Ciao
Vinicio
sc07
(1292) 2006-11-28 12:13
Ciao Renzo!
Bello paesaggio, con quest'atmosfera molto particolare. Bellissime le nuvole, sembrano essere un velo di cottone. Davvero sei il maestro di questo tipo di composizione!
La tua nota è un monumento...non ho ancora finito di leggerla!!!!
Seb
danyy
(0) 2006-11-28 12:56
Salut Renzo,
Je n'ai pas eu le courage de lire toute ta note, j'ai préféré admirer cette photo qui m'a séduit par ses couleurs et l'atmosphère qui s'en dégage.
Une vue très en altitude qui dévoile des centaines de Km2 de montagnes.
Bien à toi,
Daniel
Silvio1953
(97953) 2006-11-28 15:06
Ciao Renzo, splendida foto dai tenui e bellissimi colori, splendida luce magnifico cielo e grande panorama montano, poi leggere la tua nota è stato affascinante, completa lezione multidisciplinare di storia, geografia botanica ecc.., mi è piaciuta in particolare al notizia dei 4444 gradoni, fatti costruire dal Visconti, Incredibile!
Al solito bravissimo e grazie. Ciao Silvio
pady
(4800) 2006-11-28 15:44
Ciao Renzo,
Que bello, molto very nice and I like this kind of view. A place good for walking.
Cheers
Pierre-André
grigand
(18583) 2006-11-28 16:07
Bravo Renzo !
Un'immagine bellissima, dei colori stupendi, delle note completissime e utilissime ... complimenti.
Ciao
Andrea
sam224
(6215) 2006-11-29 3:37
Il rosso che permea questo scatto lo rende indubbiamente affascinante facendoci scoprire una serie di montagne che garantiscono all'immagine una buona profondità.
Bravo.
brevbrev14
(140) 2006-11-29 3:38
Ciao Renzo!che nota!!!!ma tu sei il miglior scrittore di note di TE!!! :)
La foto è molto bella, le luci molto particolari e il POV molto interessante!!!
Bravissimo!
ciao!
Valeria
vincz
(19099) 2006-11-30 3:28
Very soft treatment for this beautiful landscape with so nice colours.
i almost hear the silence there. Very well done.
bakes888
(18499) 2006-12-06 3:50
Hi Renzo. Beautiful view, well captured. I love the soft warm light and subtle colours in the sky. Thanks for sharing.
Cheers, Paul.
adores
(28178) 2006-12-12 21:38
Hi Renzo!
Great landscape with great light and colours. I like it!
Regards, Anabela
jean-marie
(3090) 2006-12-14 16:13
Ciao Renzo,
Colori ottimi per questa bella foto. La luce e bellissima. Ci manqua solamente un pezzo di formaggio ;-)
Jean-Marie
Lix
(0) 2006-12-17 7:16
Ciao Renzo
bellissima cartolina da queste montagne stupende!
Beato te che hai vissuto quel bel momento.
Alessandro
Photo Information
-
Copyright: Renzo Pietribiasi (rossofuoco)
(7315) - Genre: Places
- Medium: Color
- Date Taken: 2006-07-00
- Categories: Nature
- Camera: Canon EOS 400D, 18-55 Canon EFS, 58mm circula Polariser
- Photo Version: Original Version
- Date Submitted: 2006-11-28 9:44
- Favorites: 1 [view]









