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Di notte Venezia ha sempre un'atmosfera diversa, le luce riflesse sui canali, ma soprattutto il silenzio.
Il ponte ripreso nella foto, detto "dei pugni" ha una storia particolare.
IL PONTE DEI PUGNI
Questo ponte non si fa assolutamente notare per la linea e lo stile, ma quando sarete sulla sua sommità guardate in basso: in ognuno degli angoli vedrete l'impronta in marmo di un piede. Proprio su questo ponte si svolgevano le "guerre dei pugni" più importanti di Venezia ed iniziavano proprio da questi punti. Bisogna sapere che i veneziani, dalla notte dei tempi, sono divisi in 2 fazioni: i Castellani e i Nicoletti. Questa divisione pare risalga a tempi così antichi che Venezia neanche esisteva. Deriverebbe da contese già esistenti fra Jesolo ed Eraclea ancora prima che le loro popolazioni fossero costrette a trasferirsi a trasferirsi in laguna per sfuggire all'invasione di altri popoli. Le genti di queste città si trovarono profughe nelle stesso territorio e, volendo mantenere una certa distinzione, si stabilirono in zone differenti. Così i Castellani stanno nei sestieri di Castello, S. Marco e Dorsoduro, mentre i Nicoletti stanno in quelli di S. Polo, S. Croce e Canareggio. La loro rivalità si perpetuò nei secoli (e ne rimane qualche pallida traccia ancora oggi) anche nei particolari più minuti: per esempio i Castellani avevano sciarpe e berretto rossi, i Nicoletti neri; le donne dei Castellani portavano un fiore da un latto del petto, quelle dei Nicoletti dall'altro. Quelli, però, non erano tempi di fiori, ma di guerre e di sangue. Così i governo alimentava la rivalità fra i gruppi per avere uomini pronti ed addestrati alla lotta. Questa rivalità si esprimeva in molti modi. Il più cruento era le battaglie sui ponti. La preparazione dello scontro era accurata: prima avveniva una pubblica sfida, come nei tornei cavallereschi, poi si sceglieva il ponte che, se necessario, veniva rinforzato. Il canale veniva scavato e ripulito in modo che i combattenti, precipitando in acqua non si ferissero. Il giorno della battaglia le due squadre arrivavano a suon di musica e si schieravano da una parte e dall'altra del ponte, sulla fondamenta. Il canale, a parte lo spazio subito presso questo ponte, era invisibile per la ressa delle barche degli spettatori.. altri stavano alle finestre, altri ancora coprivano i tetti delle case. I combattenti erano pronti a tutto: portavano corazze, elmi, scudi o anche solo un drappo avvolto intorno al braccio ed erano armati di canne e bastoni di cui avevano irrobustito la punta immergendola nell'olio bollente. A volte si era deciso per una battaglia solo a pugni allora i guerrieri non portavano ne armi ne protezioni. Le due squadre potevano essere in realtà dei piccoli eserciti anche di 300 uomini per parte. Iniziava la battaglia, prima c'erano le sfide individuali tra i campioni delle due squadre, veri e propri duelli cavallereschi. Gli sfidanti si piazzavano sulle impronte di pietra, come pugili agli angoli del ring. Poi ognuno cercava di buttare l'altro giù dalla piazzola del ponte in canale (bisogna ricordare che i ponti non avevano parapetto). Gli animi si scaldavano sempre di più e presto i due gruppi si scagliavano uno contro l'altro in massa. In palio c'era il possesso del ponte su cui impiantare le proprie insegne. Questo possesso no nera mai ben definito e le battaglie non avevano mai termine. Capitava che alla fine che anche il pubblico si cagliasse nella mischia trasformando la battaglia in una guerra generalizzata, capitava anche che quelli sopra i tetti cominciassero a buttar giù i coppi sui nemici. Al calar della notte intervenivano i gendarmi per far cessare la gazzarra. Raccolti i feriti ed onorati morti, che spesso non mancavano, tutti tornavano amici, con patetiche scene di pentimento, grandi abbracci e bicchiere per vincitore e vinti per poi ricominciare alla prima occasione. Dal 1574, per ovvie ragioni, furono permesse solo le battaglie a pugni, senza armi. Ma erano così frequenti da diventare un'abitudine. Addirittura i nobili facevano costruire dei ponti provvisori apposta, in luoghi particolarmente adatti, per offrire agli amici importanti questo spettacolo. La legge intervenne costantemente per limitare le battaglie ma, naturalmente, con pochissimo successo: facevano troppo parte dell'animo dei veneziani di qualsiasi condizione. Ancora adesso ci sono ancora molti ponti con il nome di ponte "della guerra" o "dei pugni", ma il ponte diafianco a noi è il più importante. Nel 1705, dopo scontri particolarmente cruenti, il governo intervenne drasticamente proibendo qualsiasi assembramento presso i ponti, pena cinque o più anni di remo in galera (la nave a remi) "coi ferri ai piedi" o sette di "prigione oscura". Tanto ci voleva per reprimere i carattere violento del popolo.

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Additional Photos by andrea grigolo (grigand) Gold Star Critiquer/Gold Star Workshop Editor/Gold Note Writer [C: 951 W: 97 N: 1767] (19361)
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