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Su un colle bivertice, a 300 metri sul livello del mare, sorge il vetusto paese di Savoca. Geograficamente, è racchiuso fra i torrenti Savoca e Agrò ai cui margini sorgono dei terreni pianeggianti mentre sul resto del territorio predomina il paesaggio tipico di collina con terreni terrazzati e digradanti.
L'ipotesi più accreditata è quella che, etimologicamente, il nome di Savoca derivi dalla pianta di Sambuco (in dialetto savucu).
Savoca fu fondata da Ruggero II, intorno all'anno 1134, con il titolo di Baronia della quale fu designato Signore l'Archimandrita, pro tempore, del Monastero del SS. Salvadore di Messina.
All’origine la terra di Savoca si sviluppò, urbanisticamente, intorno alla "Rocca di Pentefur" alla cui sommità, al tempo dominazione araba, fu costruito un castello ancora oggi chiamato impropriamente "Castello saraceno ". Il castello alla fine del Trecento aveva una importanza strategica rilevante. Nel medioevo Savoca era una città a tutti gli effetti, con castello, ampia cinta muraria, uffici amministrativi e giudiziari e due porte di delimitazione delle quali, quella d'ingresso, ancora oggi è esistente. Fuori delle mura si sviluppò, nel tardo Quattrocento, il Borgo contraddistinto dalla presenza di una edilizia privata graziosa, in parte ancora conservata.
Nei secoli XIV e XV furono costruite molte Chiese, fra le quali quella monumentale di Santa Lucia crollata nel 1880 in seguito ad una frana, insieme all'annesso convento dei RR.PP. Domenicani, sorto nel 1465. Furono proprio i Domenicani ad introdurre in Savoca il culto di Santa Lucia. Molte famiglie nobili abitavano a Savoca nel periodo medievale e rinascimentale. Esisteva fino al 1492 una comunità ebraica, composta da circa 200 persone, che aveva una propria sinagoga "nel centro e nel migliore luogo". Tutti i popoli che dominarono in Sicilia lasciarono negli usi, nella toponomastica e nell'architettura, delle influenze in Savoca, ancora oggi oggettivamente riscontrabili.
Nel 1948 Savoca riacquistò la sua autonomia da S. Teresa di Riva, persa nel periodo fascista. Oggi si notano, chiari, i segni della ripresa; la storia, il paesaggio dalle "sette facce", la realtà monumentale, le leggende e le tradizioni popolari, che ancora si possono apprendere dalla viva voce delle persone anziane, costituiscono un unicum irripetibile che fa di Savoca, dove ogni pietra pare che racconti una storia, una delle mete più ambite del turismo culturale siciliano.

Photo Information
  • Copyright: maurizio inserra (mauro61) Gold Star Critiquer/Gold Star Workshop Editor/Gold Note Writer [C: 1659 W: 141 N: 2839] (16268)
  • Genre: Places
  • Medium: Color
  • Date Taken: 2009-02-15
  • Categories: Daily Life
  • Exposure: f/4.5
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  • Photo Version: Original Version
  • Date Submitted: 2009-10-13 1:23
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