Photographer’s Note
This is a Trabucco, a traditional "fishing machine" used in the middle-south area of the Adriatic sea.
Infos from Wikipedia (in italian)
Il trabucco (detto anche trabocco o travocco) è un antica macchina da pesca diffusa nel medio Adriatico, dalla costa frentana fino al Gargano (litorale delle province di Chieti, Campobasso e Foggia) e lungo la costa basso tirrenica.
Le caratteristiche costruttive
Il trabucco è un'imponente costruzione realizzata in legno strutturale che consta di una piattaforma protesa sul mare ancorata alla roccia da grossi tronchi di pino d'aleppo, dalla quale si allungano, sospesi a qualche metro dall'acqua, due (o più) lunghi bracci, detti antenne, che sostengono un'enorme rete a maglie strette detta trabocchetto. La diversa morfologia della costa garganica e abruzzese ha determinato la compresenza di due diverse tipologie di trabucco: quella garganica prevede l'ancoraggio ad uno sperone di roccia di una piattaforma estesa logitudinalmente alla linea di costa, dalla quale si dipartono le antenne. La viariante abruzzese insiste spesso su litorali meno profondi e si caratterizza pertanto per la presenza di una piattaforma in posizione trasversale rispetto alla costa, alla quale è collegata da un ponticello costituito da pedane di legno.
Storia
Secondo alcuni storici pugliesi, il trabucco sarebbe un'invenzione importata nella regione dai Fenici. La più antica data di esistenza (documentata) risale al XVIII secolo, periodo in cui i pescatori del Gargano, allora scarsamente popolato, dovettero ingegnarsi per ideare una tecnica di pesca che non fosse soggetta alle condizioni meteomarine della zona: i trabucchi, infatti, permettono di pescare senza doversi inoltrare per mare. Il trabucco è tradizionalmente costruito col legno di pino d'aleppo, il pino tipico del Gargano e comune in tutto il medio Adriatico; questo perché è un materiale pressoché inesauribile, data la diffusione nella zona, modellabile, resistente alla salsedine ed elastico (il trabucco deve resistere alle forti raffiche di Maestrale che battono il basso Adriatico). Alcuni trabucchi sono stati ricostruiti negli ultimi anni, ma hanno però perso da tempo la loro funzione economica che nei secoli scorsi ne faceva principale fonte di sostentamento di intere famiglie di pescatori, acquistando in compenso il ruolo di simboli culturali e di attrativa turistica.
Sistema di pesca
La tecnica di pesca, peraltro efficacissima, è a vista. Consiste nell'intercettare, con le grandi reti a trama fitta, i flussi di pesci che si spostano lungo gli anfratti della costa. I trabucchi sono posizionati là dove il mare presenta fondali sabbiosi e una profondità adeguata (almeno 5m), ed eretti a ridosso di punte rocciose orientate in genere verso SE o NO, in modo da poter sfruttare favorevolmente le correnti. La rete viene calata in acqua grazie ad un complesso sistema di argani e, allo stesso modo, prontamente tirata su per recuperare il pescato. Essendo impossibile meccanizzare le operazioni (nessun trabucco sopporterebbe il peso di un argano motorizzato) ad almeno due uomini è affidato il durissimo compito di azionare gli argani preposti alla manovra della gigantesca rete. Sul trabucco operano in norma quattro uomini (che si spartiscono i compiti di avvistamento del pesce e di manovra), detti "trabuccolanti".
Diffusione
Diffusissimi lungo tutta la costa Garganica, soprattutto nella zona costiera tra Peschici e Vieste (dove non esiste promontorio su cui non sorga una di queste gigantesche macchine da pesca), gli antichi trabucchi sono tutelati dal Parco Nazionale del Gargano e sono ritornati in attività grazie all’azione di salvaguardia e di valorizzazione del Parco, che li ha adottati in segno di rispetto della tradizione e dell’ambiente garganico. Simbolo stesso della civiltà costiera garganica, sono diventati in seguito il soggetto preferito di artisti ed artigiani del luogo. Altrettanto diffusi sono i trabocchi lungo la costa molisana e abruzzese a sud di Pescara. la presenza di trabucchi è comunque attestata anche lungo il basso Tirreno.
jafadabret, Clementi, bakes888 has marked this note useful
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delic
(6735) 2007-08-07 1:12
Ciao Giorgio,
I haven't seen this sort of fishing practice before. Very interesting. You have captured this picture from an excellent vantage point. I like the strong shadows and the minimal sky above the horizon. Regards,
Hakan
jafadabret
(40315) 2007-08-07 7:57
Giorgio bonsoir.
Ce système de pêche fait penser au carrelet
qui est pratiqué en Charente et en Gironde en France. Tu as réussi la photo avec cette avancée dans la mer sous une belle lumière. Beau travail.
Jacques
Clementi
(45179) 2007-08-07 15:51
Ciao Giorgio,
interessante testimonianza ,
molto bello il punto di ripresa , il mare ed il resto si commentano da soli .
Giorgio
pablominto
(41340) 2007-08-07 23:06
Hello Giorgio,
This is interesting, this is a method use a lot in India too and they say it originally comes from China! Probably ben in use in Italy for ages, maybe Marco Polo brought it home...
A sharp fine image with good colours!
Greetings,
Pablo -
bakes888
(18327) 2007-08-09 2:03
Hi Giorgio. Great photo. Your well chosen POV has added impact to this shot. Well balanced composition with good colour and detail. Nice work and thanks for sharing.
Cheers, Paul.
Pascale
(10188) 2007-08-09 12:43
Bonsoir Giorgio
en effet on pourrait croire des carrelets avec en plus des petites cabines de plage (sans la couleur ).Méthode de pêche interessante.
Superbe composition très graphique dans ses lignes avec un très beau camaîeu de bleus
Amitiés
konok
(2005) 2007-08-09 13:24
Good composition and POV - this photo tells a lot to me about this special location.
Regards
Janos
Photo Information
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Copyright: Giorgio Mercuri (giorgimer)
(21478) - Genre: Places
- Medium: Color
- Date Taken: 2007-07-19
- Categories: Daily Life
- Camera: Fujifilm S6500fd
- Exposure: f/8, 1/340 seconds
- More Photo Info: view
- Photo Version: Original Version
- Travelogue: A day in Termoli
- Date Submitted: 2007-08-07 1:08








