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Numana was anciently known with the name of Humana. The legend tells that the mythological founder of the city was this Picenis Queen, a giant figure of a woman with half of the body in the shape of a snake and with wide wings on her back. The Queen threw fire balls on the seaside burning down a wood and on those cinders raised up the city of Humana (meaning human in Latin).


Most scholars see Numana as having been founded by people of Sabine origin, but Pliny the Elder attributed its foundation to the Siculi, but whatever its origin, it was an important commercial centre in the 6th and 5th centuries BC.[1][2] In about 500 BC, the expansion of Roman power and the later foundation and growth of Ancona led to a decadence of Numana.[3] However, it maintained a certain importance, becoming in the 5th or 6th century an episcopal see.[4]

In the Middle Ages the town is referred to under the name Humana Umana in modern Italian spelling and under that name appears in a number of treaties, alliances and other documents. In 1404 it came under the control of Ancona and in 1432 the diocese was united to that of Ancona. In 1553 the bishops of Ancona became also civil rulers of Humana and assumed the title of Conti di Umana. In the 19th and 20th centuries the town resumed its ancient name of Numana.
Geography

Numana is a central Adriatic coastal town, which lies at the southern foot of Monte Conero. 91.8% of the area falls within the Conero Regional Park.

The old town is often called "Numana alta" as it is on top of a cliff overlooking the sea and can be described almost in continuity with the settlement of Sirolo, while "Numana bassa" includes the area around the port. The beach of "Numana alta" comprises two bays formed close to the cliff: the Spiaggiola Beach and the friars and the beach of "Numana bassa" extending to the south of the port village of Marcelli. The inner part of the territory is mainly hilly and at the mouth of the Musone River, a wet area of significant natural and environmental value.



Numana è una cittadina costiera dell'Adriatico centrale, che sorge alle pendici meridionali del monte Conero. Il territorio di Numana è compreso per il 91,8% all'interno del Parco regionale del Conero.

Il centro storico si trova sulla parte denominata Numana alta, in quanto è alla sommità di una falesia a picco sul mare e si può definire quasi in continuità con l'abitato di Sirolo, mentre Numana bassa include la sottostante zona del porto turistico.

La spiaggia di Numana alta comprende due baie formatesi a ridosso della falesia: la Spiaggiola e la Spiaggia dei frati, mentre la spiaggia di Numana bassa si estende a sud del porto fino alla frazione di Marcelli.

La parte interna del territorio numanese è prevalentemente collinare e qui si trova anche l'altra frazione di Numana, gli Svarchi. Nella parte meridionale del comune di Numana, che corrisponde ai confini meridionali del Parco regionale del Conero[4], si trova la foce del fiume Musone, un'area umida di notevole valenza ambientale e naturalistica.
Storia

I primi abitanti di questa zona dell'Adriatico furono i Piceni, che occuparono l'attuale zona del porto e una zona interna situata al confine col comune di Sirolo. La città venne in seguito dominata dai Dori, popolazione greca fondatrice della vicina Ancona, per poi passare sotto il controllo romano dopo la battaglia di Sentino (oggi Sassoferrato) nel 295 a.C.

Durante il regno di Augusto la cittadina era compresa all'interno della Regio V Picenum (citata fra l'altro da Plinio il Giovane), a cui apparteneva l'attuale costa meridionale marchigiana e la parte settentrionale della provincia di Teramo. Con la caduta dell'Impero romano d'Occidente Numana divenne un possedimento dei Longobardi, i quali occuparono anche alcune città costiere marchigiane e romagnole più note come pentapoli; tali località, funestate dalle guerre e distrutte dai terremoti vennero infine restituite al Papa dal re franco Carlo Magno, che ivi lasciò il Crocifisso Miracoloso, simulacro proveniente dalla Terra Santa. Passata sotto il controllo pontificio, la città venne designata come diocesi e centro culturale del Medioevo, durante il quale diventò uno dei Castelli di Ancona. Dimenticata nei secoli successivi, la cittadina venne annessa al Regno d'Italia nel 1860, a seguito della battaglia di Castelfidardo, che aveva inoltre stabilito il passaggio dell'Umbria e delle Marche sotto il controllo del neo-stato guidato dai Savoia. Residenza estiva di nobili famiglie romane sin dalla fine dell'Ottocento, Numana fu, insieme ad Ancona, sede della diocesi di Ancona e Numana, diventata successivamente arcidiocesi di Ancona-Osimo. Unita a Sirolo, divenne comune autonomo nel 1928; a partire dagli anni settanta grazie alla costruzione del porto turistico, Numana è una località turistica affermata, insignita dal 2000 con la Bandiera Blu della FEE.

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